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Cucina e non solo…..

Gli altri (G.Gaber)

Lui si svegliò quel giorno e stranamente la prima cosa intorno che guardava
di colpo quella cosa diventava.
Lui diventava tutto e tutti quanti
lui diventava albero e cavallo
persona, pietra dura e poi trifoglio.
Lui diventava

abbarbicati amanti, uomini silenti e rumorose masse
e tutti gli elementi di città e campagna
ovunque si recasse.

Lui diventava il padre virile e ingiusto
lui diventava il figlio un po’ smarrito
l’onesta madre che l’aveva concepito.
Lui diventava

i riti della casa e le conversazioni e poi la compagnia
e gli uomini e le donne che per le strade
s’addensano in follia.
E poi la conoscenza, il nobile concetto e l’intelletto
l’idea che a tutto tu devi dare un nome
il senso del reale e soprattutto
il maledetto «se e come».
Lui si svegliava ogni mattina e tutto, tutto
diventava suo
e tutto diventava parte di quell’uomo
che ora sono anch’io.

Non esiste né luogo né tempo
distanza non esiste
io sono gli uomini del passato canuti e saggi
io sono gli uomini del futuro smarriti e scaltri.
Io sono come tutti
io sono gli altri.

Io sono gli altri
io sono gli altri
io sono gli altri
io sono gli altri.


Posted by Mile on giugno 12th, 2009 :: Filed under Pensieri
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