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Gli anziani e le residue abilità

La società odierna, con la sua alta aspettativa di vita, si ritrova con molte persone della terza età, ancora efficienti, che, se sani e vitali, non hanno più un ruolo e soffrono della loro inutilità, al massimo svolgono il ruolo di nonni.

Un ruolo impagabile in questa società frenetica nella quale i genitori hanno abdicato alla loro funzione per impegni di lavoro (anche delle madri), per incompetenza o per mancanza di spirito di sacrificio, ma il nonno non può che restare tale, non può mai surrogare il genitore se questi è assente, il nonno, se non è riuscito a fare dei suoi figli dei buoni genitori ha già dato prova delle sue abilità di educatore e non potrà essere certamente migliore con i nipotini.

Il nonno non è adatto ad educare può semmai dare affetto e tenerezza. I nonni non sono modello per i nipoti come i genitori lo sono per i figli, quando lo sono. I nipoti gli andranno appresso e daranno loro credito al massimo fino all’età scolare, non oltre.

L’uomo giunto alla terza età, ancora efficiente, è detentore di un bagaglio di riflessioni maturate, di esperienza acquisita e di professionalità che “urlano” se mortificate dal non uso, accelerandone così l’invecchiamento.

Colui che ha avuto un suo ruolo  è consapevole che dismesse le mezze maniche, la toga, chiusa la bottega dove esercitava la sua abilità o comunque abbandonata la sua occupazione che aveva nella vita, dovrà, nonostante il suo bagaglio di esperienza, rassegnarsi all’inutilità per la società civile.

Come utilizzare al meglio queste abilità residue ?


Posted by Mile on aprile 25th, 2009 :: Filed under Anziani